
(Cyclone Rollercoaster, dal 1927, Coney Island, NY)
"Frenate i cavalli del mercato rialzista, l'Orso ha molti anni di vita davanti" scrive nell'occhiello dell'articolo di Randall W. Forsyth il settimanale Barron's, uno dei fogli più ascoltati e autorevoli del mercato finanziario americano.Le opinoni del "columnist" newyorkese sono drastiche: quello iniziato il 10 Marzo scorso altro non è che un rialzo fasullo in un mercato che continua ad essere improntato al ribasso. La teoria dei "green shoots" (germogli verdi) nata nel Regno Unito del 1991, ad opera del Ministro delle Finanze inglese del tempo, che poi dovette subire l'uscita della Sterlina dallo SME sotto l'attacco della speculazione internazionale (George Soros in testa) e rispolverata recentemente dagli analisti di Barclays Bank è il risultato di un'euforia insensata. "Come altro spiegare la nozione anti-razionale che un'economia che rallenta il suo declino sta in qualche modo migliorando ?" si chiede il signor Forsyth. Una possibile risposta l'abbiamo trovata nella nota settimanale di Alessandro Fugnoli, commentatore acuto e indipendente dei mercati finanziari. Il suo ragionamento si potrebbe riassumere così: è ben vero che i dati macroeconomici, cioè quelli relativi al prodotto interno Lordo, alla produzione, ai consumi, agli investimenti e all'occupazione sono ancora negativi, e non poco, tuttavia il mercato tiene conto anche di altri fattori nei suoi movimenti.
Primo: fra non molto qualche dato macro positivo dovrà saltar fuori, e sarà probabilmente sulla produzione, dove lo stop dato da molte industrie alle linee produttive prima o poi imporrà, quando i magazzini saranno troppo bassi, di riprendere a lavorare, col risultato di avere un rimbalzo degli indici; poco in linea assoluta, ma molto relativamente ad una situazione dove ogni notizia viene letta con gli occhiali rosa;
Secondo: l'economia mondiale si riprenderà; se invece di due mesi ce ne vorranno sei, o addirittura nove, poco male; in ogni caso la ripresa globale ci sarà;
Terzo: la liquidità in attesa di entrare sui mercati è enorme,e per la prima volta da lunghissimo tempo le masse dei fondi monetari americani superano quelle dei fondi azionari; appena queste montagne di denaro torneranno in gioco, i mercati saliranno a razzo;
Quarto: la doppia paura di deflazione e inflazione si è molto attenuata: sappiamo che alla deflazione non daranno tregua banche centrali e governi, e che l'inflazione, con un sistema produttivo scarico e sottoutilizzato non può alzare la testa velocemente.
Quinto: il dollaro è debole (sta veleggiando verso 1,40 contro un Euro) nonostante l'America stia equilibrando il suo interscambio con l'estero, e questo aiuterà gli Stati Uniti e il primo mondo.
Sesto: le condizioni complessive dei mercati continuano a migliorare, e continuano in tutto in mondo, specialmente negli USA, gli aumenti di capitale delle banche.
Chi avrà ragione ?
Randall Forsyth continua il suo pezzo proponendo la teoria di Louis Yamada, ex analista tecnico di Smith Barney (banca di investimento acquistata negli anni '90 da Citigroup) ed ora in proprio come LY Advisors. Yamada dice che l'intera vicenda della borsa di questo decennio somiglia a quella degli Anni Trenta. Ad un primo enorme scrollone fanno seguito alcuni anni di ripresa ma il trend decennale è sempre negativo. Quel che è successo dal 1938 al 1942 potrebbe ripetersi oggi.Vi proponiamo per rendere la cosa breve e chiara il grafico riportato da Forsyth.
Se dovessimo prendere partito, propenderemmo oggi per una posizione mediana tra le due, ma più vicina a quella di Forsyth.
CONCLUSIONI
Ai prezzi attuali i mercati azionari sono forse poco cari nel medio lungo termine, ma non certo a breve. La percentuale di azionario del portafoglio non dovrebbe andare oltre il 5-10 % ed essere molto selettiva.Il resto in parcheggio a rendimento basso e super sicuro (monetario, titoli di Stato) o rendimento dignitoso ma sempre di qualità (corporate da AA- in su). Senza dimenticare i fondi di fondi hedge.
Stelvio Bo
P.S. Sono graditi commenti e osservazioni dei lettori
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